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Panoramica su Caltanissetta

Caltanissetta

Nel cuore della Sicilia

Caltanissetta

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Benvenuti a Caltanissetta

Caltanissetta come tutta la sua provincia ha subito l’influenza di molte dominazioni (greca, romana, araba-normanna, sveva, angioina, aragonese e castigliana) che hanno lasciato la loro impronta in tutta la città.
Ne sono un esempio il Castello di Pietrarossa che in maniera stilizzata è raffigurato nello stemma della città, e la bella Cattedrale con due alti campanili.

Navata Cattedrale di Caltanissetta
Navata Cattedrale di Caltanissetta

Nel cuore della Sicilia

Caltanissetta è una delle città più internde della Sicilia, non per questo però mostra ricchezze paesaggistiche e monumentali, come ad esempio la bellissima Chiesa di S. Agata con un impianto a croce greca e la Chiesa Santa Croce della Badia con la sua caratteristica facciata di pietra rossa,  l‘Abbazia di S. Spirito, un tempo antica fortezza poi trasformata in chiesa dai normanni e il Teatro Regina Elisabetta, cuore culturale della città, dove vengono organizzati moltissimi eventi.

Caltanissetta, Chiesa Santa Croce della Badia
Caltanissetta, Chiesa Santa Croce della Badia

Un museo a cielo aperto

Caltanissetta ha cultura da vendere, possiamo suddividere i percorsi da fare in 2 categorie:

Itinerari medievali

Il primo consiste in visite ai principali castelli e torri di avvistamento presenti in tutto il territorio. Questa è anche una buona occasione per visitare i numerosi edifici religiosi che rivelano interessanti sorprese.

 

Itinerari archeologici

La storia di Caltanissetta ha subito numerose transizioni tra la greca, romana, normanna, sveva, angioina, aragonese e castigliana e tutte hanno lasciato la loro impronta sul territorio. Non troppo distante dalla città infatti si può visitare il parco archeologico di Gibil Gabib, con la sua torre di difesa e le mura perimetrali – che insieme ad altri reperti – risalgono al 6° secolo aC.

Vassallaggi, un tempo sede di una necropoli, stimola anche un grande interesse per le sue tombe rupestri, dove sono stati trovati molti oggetti funerari, tra cui vasi in ceramica, anelli, fibbie, placche di bronzo e coltelli.

Castello di Mussomeli di Caltanissetta
Castello di Mussomeli di Caltanissetta

Cosa visitare in città

Il castello di Pietrarossa

Se siete a Caltanissetta, non potrete non notarlo! La struttura infatti domina l’intera vallata, ha tre torri che svettano in cielo di colore rosso, forse da questo deriva il suo nome. La fortezza oggi è in totale abbandono.

Chiesa di Sant’Agata al Collegio

La trovate in In Corso Umberto I, secondo la tradizione nel punto dove si trova la chiesa, ne esisteva nel Cinquecento, una più piccola e intitolata a Sant’Agata, accanto alla quale Donna Luisa De Luna e Vega e il figlio Francesco Moncada fondavano nel 1588 il Collegio della Compagnia di Gesù.

Il castello di Mussomeli

Uno dei castelli più belli della zona, risale al 14° secolo, ma modificato in seguito con mura merlate e l’aggiunta di una torre quadrata. La leggenda narra che tre sorelle vennero sepolte vive in una delle sale interne, ora nota come la “Sala delle tre sorelle”.

Le specialità di Caltanissetta

Da queste parti si assapora una cucina antica e ricca di specialità locali, eccone alcune che vi suggeriamo di provare.

U Pitirri

U Pitirri

Un piatto talmente antico che le sue origini risalgono probabilmente ad almeno 2000 anni fa. Si tratta di una sorta di antica polenta del sud a base di semola di grano duro e abbondante finocchietto selvatico che vengono buttati in abbondante acqua e sale, si aggiungono varie verdure e recentemente anche le uova per poi saltare tutto in padella fino ad ottenere la giusta granulosità. Non sarà facile trovare chi cucina ancora questa ricetta, se ci riuscite fateci sapere!

A Mbriulata

A Mbriulata

È una focaccia di pasta lievitata ripiena di salsiccia, olive nere, cipolla, pecorino grattugiato ed olio, uno dei piatti tipici siciliani e in particolare, di Milena (in direzione Agrigento). Nel piccolo centro del Nisseno, il terzo lunedì di agosto si svolge una sagra dedicata a questa specialità.

Maccu di fave

Maccu di fave

Macco deriva da “maccare” cioè ridurre in poltiglia perché in questo piatto le fave vengono cotte fino a disfarsi e diventare cremose e morbide. Si fanno cuocere insieme al finocchietto selvatico, molto presente in tutta la sicilia. Si unisce infine della pasta spezzettandola e si mangia tutto rigorosamente caldo aggiungendo un goccio d’olio a crudo alla fine. Straordinaria ricetta semplice e genuina.

Pesto nisseno

Pesto nisseno

Il finocchietto selvatico col suo sapore fresco ed aromatico, caratterizza questa preparazione molto usata nelle tradizioni gastronomiche di Caltanissetta. Quindi da queste parti non potete non provare questa specialità. Viene preparato utilizzando acciughe o sarde, finocchietto, pinoli, pomodori secchi e olio d’oliva. Squisito.

Ciambella Sancataldese

Ciambella Sancataldese

Siamo arrivati al dolce! Queste fantastiche ciambelle (senza buco) sono un dolce tipico di San Cataldo, nella provincia di Caltanissetta e hanno una tradizione tramandata dai fornai di generazione in generazione. La ricetta resta un segreto e la cottura determina la loro prelibatezza. Nella loro semplicità sono straordinariamente buone! A proposito: Ogni anno, il 22 maggio nel borgo di Santa Rita si svolge l’omonima festa della ciambella, se siete da quelle parte potrebbe valere la pena!! 😋

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Video credits Sicily.co.uk

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Caltanissetta
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Cosa fare

1
Una visita al Castello di Mazzarino
Purtroppo, di quello che doveva essere un fortilizio ed una residenza nobiliare, oggi sono sopravvissuti soltanto pochi ruderi, tra cui un'unica torre cilindrica, quasi un "cannone" proteso verso il cielo, per cui il castello è noto come "U Cannuni". Vi si accede attraverso un cancello e una salitia ripida. L'interno non esiste e ci sono impalcature in alcuni punti che poco si addicono al contesto; resta in ogni caso la meraviglia di godere da lassù di un bellissimo panorama sulle pianure del nisseno.
2
Il monumento del Redentore
È posto sulla sommità del Monte San Giuliano, venne costruito nel 1900 per volontà del Papa Leone XIII che per festeggiare il giubileo di quell’anno, decise di far realizzare diciannove monumenti dedicati a Cristo Redentore e distribuirli in varie parti d’Italia. Caltanissetta propose la sua candidatura ed ordinò tale statua di bronzo. Quest’ultima, trasportata da Roma alla città con un carro trainato dai buoi.
3
Una torre che domina sul mare
In prossimità di Gela si trova Manfria, Il cui simbolo per eccellenza è la torre che domina dall'alto tutta la costa, accessibile dal paese. Visto il panorama i colori al tramonto, vi consigliamo assolutamente una visita. Attenzione alle condizioni meteo però se c'è molto vento il rischio è di trovare il mare molto mosso che si infrange proprio in prossimità della torre.

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